Navigazione cieca e radiofaro marconi

L’Evento della Navigazione Cieca

L’esperimento di Marconi

La dimostrazione ufficiale del sistema di navigazione cieca fu condotta il 30 luglio del 1934, a bordo del panfilo Elettra, alla presenza di numerosi esperti e di rappresentanti inglesi dei Lloyd’s di Londra.
Il panfilo era pilotato da un capitano “super partes”: il comandante inglese Austin Bates, della compagnia Cunard-White Star Line. Partendo da circa dieci miglia dalla costa, il panfilo si diresse verso Sestri Levante dove due boe erano ancorate nella baia alla distanza di 90 metri e ad 800 metri dalla riva, simulando l’entrata di un porto.
Le finestre della cabina di comando erano ricoperte da spesse tende, per cui il timoniere poteva contare solo sull’ausilio del radiofaro posto su un promontorio a cento metri sul livello del mare. Uno strumento dotato di indicatore ad ago mobile mostrava al timoniere se l’imbarcazione procedeva a sinistra o a destra della rotta che conduceva all’ingresso del porto simulato, rappresentato dalle due boe. Il radiofaro generava anche un segnale acustico in un altoparlante che aiutava a correggere la direzione.
L’esperimento fu ripetuto varie volte e sempre con pieno successo. Anche partendo con un errore di due miglia rispetto alla rotta voluta, il panfilo riuscì a passare esattamente al centro delle due boe. Il comandante Austin Bates, congratulandosi con Marconi, dichiarò: “la navigazione cieca è ora una realtà”.
Marconi salpò subito dopo con l’Elettra per l’Inghilterra, dove la sua invenzione riscosse l’immediata ed entusiastica approvazione dell’ammiraglio Sir Henry Jackson, sovrintendente del Porto di Londra, e fu successivamente brevettata dalla Marconi Company.

Caratteristiche dell’impianto

Il radiofaro perfezionato da Marconi dopo tre anni di ricerche consisteva in due riflettori parabolici con i loro rispettivi illuminatori orizzontali alimentati in opposizione di fase da un trasmettitore comune, operante alla frequenza di 500 MHz (lunghezza d’onda di 60 cm).
In questo modo si creava un nullo molto profondo e ripido nel piano orizzontale (azimuth) del diagramma di radiazione. A questo punto l’intero sistema d’antenna veniva fatto oscillare meccanicamente sul piano orizzontale di più o meno di 15 gradi, cosicché il nullo di radiazione stesso copriva un settore circolare di 30 gradi.
Inoltre, il trasmettitore era modulato con due toni distinti, che si alternavano quando la direzione del nullo era esattamente allineata con quella della rotta desiderata.
A bordo dell’Elettra l’antenna ricevente era collegata ad un ricevitore a quattro valvole, modificato in modo da separare con filtri opportuni i due toni a frequenza fissa trasmessi dal radiofaro. L’uscita dei due filtri era quindi applicata ad uno strumento indicatore con zero centrale. In questo modo, l’ago mobile dello strumento deviava a sinistra o a destra (rispettivamente il babordo ed il tribordo del panfilo), a seconda del tono ricevuto in quell’istante.
Solo quando l’antenna del radiofaro deviava verso sinistra e verso destra della stesso angolo, rispetto all’antenna dell’Elettra, l’indicatore mobile si manteneva fisso sullo zero, indicando che si stava esattamente seguendo la rotta desiderata. In caso contrario, il timoniere poteva correggere la direzione seguendo l’indicazione dello strumento.

Disegno tecnico del trasmettitore del radiofaro sperimentato a Sestri Levante (Ge)
Disegno tecnico del trasmettitore del radiofaro sperimentato a Sestri Levante (Ge)
Schema delle antenne del trasmettitore del radiofaro sperimentato a Sestri Levante
Schema delle antenne del trasmettitore del radiofaro sperimentato a Sestri Levante
Disegno tecnico del ricevitore del radiofaro sperimentato a Sestri Levante (Ge)
Disegno tecnico del ricevitore del radiofaro sperimentato a Sestri Levante (Ge)
Elenco dei materiali per radiofaro sperimentato a Sestri Levante
Elenco dei materiali per radiofaro sperimentato a Sestri Levante

I disegni tecnici e i documenti illustrati sono copie digitali degli originali, concessi gentilmente da Silvano Moreno I1WSM che li ha ereditati da Settimo Bruno Albalustro, operaio di Guglielmo Marconi. Di Albalustro sono anche le memorie che riportiamo a seguire, datate 1938:

[…] Contemporaneamente il Sen. Marconi da le direttive per la costruzione di un radiofaro per eseguire esperienze di guida delle navi in porto, nella nebbia o comunque in posti prestabiliti. Le prime prove col radiofaro vengono eseguite tra Santa Margherita e Sestri Levante.
Il 23 Marzo del 1934 trasporto il radiofaro al Castello Gualino di Sestri Levante, e lo monto su di una apposita impalcatura di legno, a circa 90 metri di altezza dal mare mentre le apparecchiature di controllo vengono montate nell’interno di una vecchia torre situata sotto l’impalcatura stessa.

Il trasmettitore del radiofaro usava le nuove valvole 147 (due montate in circuito simmetrico) funzionanti sempre col sistema Barksusen.
La potenza irradiata è di circa 50 Watt, modulata a 500 oppure a 1200 periodi. I due dipoli irradianti possono essere montati sia su due riflettori parabolici rotondi di 80 cm di diametro, sia su riflettori ad asticine di rame. Esse sono montate a 90°, su di un apposito castello rotante, costantemente anche il trasmettitore.

Il radiofaro può sia ruotare completamente su di un asse verticale oppure, a mezzo di uno speciale congegno meccanico, ruotare solo di 6° a destra o a sinistra rispetto una linea prestabilita in precedenza, che dovrebbe essere la linea esatta di navigazione della nave da guidare.
Su questa linea, il segnale ricevuto deve essere il minimo possibile, possibilmente zero, mentre il radiofaro spostandosi a sinistra o a destra emette due signali modulati, uno a 500 l’altro a 1200 p.s.. Questi segnali vengono uditi in cuffia oppure indicati da un apposito strumento situato sul ponte della nave, mentre il ricevitore viene controllato dall’R.T. nella cabina radio.

Il radiofaro, ruotando, oltre a trasmettere i segnali a R.F. comanda anche un amplificatore a B.F. che a mezzo di un altoparlante da 60 watt, emette un segnale acustico. Questo segnale ricevuto dal timoniere addetto alla guida della nave quando si trova a circa 1000 mt. dall’ingresso del porto o della zona prestabilita, e con un semplice calcolo (con un contasecondi, confrontando il ritardo del segnale radio da quello acustico) può facilmente stabilire la sua distanza approssimativa dal radiofaro. L’intervallo tra segnale radio e acustico è di 9 secondi, e può essere spostato a piacere.

Sull’Elettra sono stati sistemati due ricevitori che possono essere usati indipendentemente a seconda delle necessità, rispetto alla migliore linea di visibilità del radiofaro, che può essere più o meno coperto dalle strutture della nave. Il controllo del ricevitore è situato nella cabina del Radiotelegrafista, mentre sul ponte di comando è montato un grande galvanometro a zero centrale. Le due metà del galvanometro sono colorate; quella a sinistra rosso, quella destra verde. Il timoniere quindi deve manovrare in modo che la lancetta dello strumento oscilli con uguale intensità sia a destra sia a sinistra.

Qualora la nave fosse spostata troppo a sinistra rispetto il radiofaro, l’intensità del segnale sarà maggiore sul rosso, mentre se sarà spostata troppo a destra, l’indicazione maggiore verrà segnata su verde. Il timoniere ha anche a disposizione una cuffia di controllo che gli permetterà di sentire il cambio della nota di modulazione del radiofaro e ciò contemporaneamente all’indicazione dello strumento.

Sotto il radiofaro, in mare, ad una distanza di circa 1000 metri sono sistemate due Boe distanti 100 m una dall’altra e che indicano l’ipotetica entrata di un porto. La vetrata del ponte dell’Elettra è stata oscurata da un tendaggio che impediva completamente la visuale del timoniere e che doveva quindi manovrare completamente alla cieca.

Il giorno 20 luglio 1934 il Sen. Marconi dà la dimostrazione ufficiale delle particolari prestazioni dei radiofaro rispetto ai dispositivi fino allora usati. Sull’elettra prendono posto numerose personalità della marina inglese, tra i quali il comandante del porto di Londra, e comandanti di grandi piroscafi punto da parte italiana, oltre all’assistente ingegner Matiheu, sono presenti l’Amm. Pession, l’Amm. Michiardi, il Com. Montefinale, il Gen. Ingianni, il Col. Marino, il Col. Zonta, il Col. del Conte di Savoia Lena ed altri, nonché numerosi giornalisti della stampa esterna e nazionale.

Al funzionamento del radiofaro a Sestri, provvedo io con l’ing. Isted. Verso le 10 l’elettra salpa da Santa Margherita in direzione del radiofaro di Sestri Levante e, radioguidata, passa esattamente al centro delle due boe, dimostrando la perfetta riuscita dell’esperimento. La stessa esperienza viene ripetuta varie volte, ed infine viene fatta in senso inverso, mentre l’Elettra ritorna a Santa Margherita passando al centro di altre due boe collocate a 100 metri una dall’altra sempre in direzione del radiofaro.

Molte delle personalità e dei giornalisti che avevano assistito all’esperimento sull’Elettra, vengono a visitare il Radiofaro a Sestri e dimostrano la loro ammirazione per la semplicità dell’impianto. Il giorno successivo, tutta la stampa italiana ed esterna da grande rilievo a questa nuova impresa di Marconi, e la giudica superiore a tutte le esperienze eseguite in precedenza dallo stesso Marconi. […]

Raccolta di documenti inerenti la navigazione cieca e il radiofaro Marconi, esperimenti realizzati nel Golfo di Tigullio e a Sestri Levante.

Le navi guidate nella nebbia da Marconi

Le navi guidate nella nebbia da Marconi
Le navi guidate nella nebbia da Marconi

Si sa che la nebbia è una delle più temibili nemiche dei naviganti, specie in quelle regioni del Nord ove per mesi e mesi toglie ogni visibilità e possibilità di orizzontarsi. Qui la radio viene in aiuto alle navi e finchè si tratta di procedere abbastanza al largo dalle coste, già da tempo indica al pilota dove si trova e qual rotta deve tenere per mezzo della radiogonometria. Ma quando gli ostacoli sono molto vicini, quando per esempio la nave avvolta nella nebbia sta per entrare in un porto, la radiogonometria non è più efficace, perchè si perderebbe un tempo prezioso nell’eseguire i rilievi necessari: occorre perciò un mezzo di guida, cioè d’informazione, più rapido, per mettere il pilota in grado di conoscere esattamente e all’istante la posizione della nave.
Ecco allora intervenire il prezioso radiofaro Marconi, che con le sue microonde traccia nell’etere una cosiddetta radiostrada, seguendo la quale la nave può entrare nel porto senza incorrere nel pericolo di urtare contro le rocce o di arenarsi sui bassifondi.

La precisione con la quale si riesce a tenere una nave su un allineamento prestabilito, unicamente in base ai segnali emanati dal radiofaro, è grandissima: lo stesso Marconi ne ha dato una brillante prova nel golfo Tigullio: il suo panfilo Elettra guidato alla cieca, cioè col ponte di comando chiuso tutt’intorno da tende che non consentivano al pilota di vedere dove andava, infilò più volte con matematica esattezza uno stretto passaggio fra due boe, raffigurante l’entrata d’un porto, senza lasciarsi fuorviare dalle correnti marine. Le nostre fotografie mostrano una parte dei vari apparecchi che costituiscono l’elegante sistema di radioguida Marconi, nuova e magnifica affermazione del genio e del lavoro italiani.

Nella didascalia in alto a sinistra: Marconi spiega il funzionamento del radiofaro.
Nella didascalia in alto a destra: Marconi e la sua signora sul tetto del ponte di comando dell’Elettra. A sinistra dello Scienziato sono visibili i due ricevitori delle radio-onde emesse dal faro. Sul davanti un radiogoniometro.
Nella didascalia al centro: Il nuovo radiofaro Marconi, che nelle recenti esperienze era installato sul promontorio di Sestri Levante. Si vedono i due radiatori parabolici ad astine metalliche che concentrano e dirigono le radioonde emesse dalle due piccole antenne orizzontali.
Nella didascalia in basso a destra: la Marchesa Marconi e la figlia Elettra.

Tratto da La Domenica del Corriere, inserto settimanale del noto quotidiano milanese. Si ringrazia la Fondazione Corriere della Sera per l’utilizzo del materiale tratto dall’Archivio Storico del Corriere della Sera”. (TNX Sig.ra Francesca Tramma)

Marconi realizza un’altra grande invenzione e prodiga al mondo le conquiste del suo genio

L’apparecchio per poter navigare tra la nebbia – Vittoriosi e ammirati esperimenti nelle acque di Sestri Levante – Genova, 30 luglio (1934, NdR)

Marconi realizza un'altra grande invenzione
Marconi realizza un’altra grande invenzione

Stamane nelle acque di Sestri Levante, S.E. il sen. Marconi ha compiuto, presenti autorità, alti ufficiali della Marina mercantile italiana e straniera e numerosi rappresentanti della stampa italiana ed estera, l’esperimento dell’apparecchio da lui ideato e realizzato per facilitare la navigazione.

Sull’Elettra, alle 9, prendevano imbarco, oltre ad alcune personalità giunte da Londra, il generale Ingianni, direttore generale della Marina mercantile, il comandante Montefinale, del Ministero delle Comunicazioni, il comandante Po dell’Arsenale di La Spezia, il colonnello Marino dell’Aeronautica, il colonnello Zonta, addetto alla Direzione generale dell’Aeronautica, gli onorevoli Bonello e Piero Ferretti, e il comandante Lena del piroscafo Conte di Savoia. Le personalità erano ricevute a bordo da S. E. Marconi accompagnato dalla Consorte, dal fratello Alfonso e da alcuni congiunti. La piccola Elettra, la bimba di S. E. Marconi, giocava, ignara dell’avvenimento che stava per svolgersi. L’ingegnere belga Matthieu, fedele collaboratore del sen. Marconi, era già intento alle prove, e controllava il funzionamento degli apparecchi. Poco dopo, il comandante dell’Elettra, capitano Stagnaro, disponeva per la partenza. Alle 10,15 l’Elettra lasciava il piccolo porto. Sul Golfo era uno splendido sole: e il mare era calmo. Una fitta tenda celava completamente la cabina del comando, escludendo così ogni visibilità all’ufficiale di rotta e al timoniere. L’Elettra iniziava così la sua navigazione cieca.

Tre anni di ricerche

La nuova invenzione, che è costata a Marconi più di tre anni di ricerche, potrà permettere al comandante di una nave di dirigere la sua rotta per l’imboccatura ed entrare in un porto, anche nelle peggiori condizioni di visibilità, guidata dal radiofaro. Una seconda applicazione dell’apparecchio Marconi, permette, anche, l’orientamento di una nave in relazione al radiofaro, nell’ambito della cui azione la nave si trova. La sua genialità e il suo valore pratico stanno nell’esattezza dei rilevamenti e nella semplicità nonchè nella insensibilità di fenomeni atmosferici e induttivi, ottenuta con mezzi semplici.

Il trasmettitore ha la lunghezza d’onda di circa 60 centimetri, e dalle esperienze minuziose eseguite sembra che non sia soggetto ad interferenze di nessun genere, derivanti da cause estranee: come nebbie, pioggie, tempeste, fenomeni magnetici ed elettrici, luce ed oscurità. Il trasmettitore che ha servito all’esperienza di stamane, è piazzato a circa 90 metri sul livello del mare, a Sestri Levante. Di fronte alla costa, sono state ancorate due “boe” a brevissima distanza dalla scogliera e distanti, l’una dall’altra, circa 100 metri. Esse rappresentano l’imboccatura di un porto, nel quale dovrà entrare il natante. (inversione di righe nell’originale, NdR)

Popolo plaudente

La nave di Guglielmo Marconi, a bordo della quale è sistemato il ricevitore, ha iniziato, così, il primo esperimento, lasciando l’ancoraggio di S. Margherita Ligure con il ponte di comando completamente chiuso da tende in modo che comandante ed ufficiali di rotta non potessero venir fuori. Lasciato quindi il porto, la nave si dirige, movendo da una distanza di circa 10 miglia marine completamente alla cieca, verso Sestri Levante e effettua, felicemente, in tale condizione, il suo passaggio fra le boe predisposte. Questo riuscitissimo esperimento, che tanta ammirazione ha sollevato da parte di tutti i presenti, ha dimostrato, in modo molto semplice e geniale, come la nave, guidata dai segnali del radiofaro, indicati da un ago che oscilla sullo schermo posto di fronte all’ufficiale di rotta, abbia potuto passare attraverso le due boe, completamente alla cieca.

Eseguita questa prima dimostrazione, tutti gli invitati imbarcati sull’Elettra si sono recati alla stazione del radiofaro ed hanno assistito al cambiamento di quest’ultimo, dal tipo oscillante a quello roteante per una seconda esperienza non meno interessante della prima e anch’essa eseguita in modo perfetto.

Un terzo esperimento è stato pure eseguito dal comandante Harris. Queste importantissime esperienze, completamente riuscite, sono state seguite con la massima attenzione dalle autorità e dai tecnici militari italiani e stranieri tra i quali erano pure comandanti di navi italiane e straniere i quali, invitati, hanno poi eseguito personalmente l’esperimento. L’inventore è stato calorosamente applaudito e festeggiato.

Stasera, alle 20,30, S. E. Marconi con la consorte e le personalità che avevano assistito agli esperimenti si sono recati a Portofino, dove, in un albergo, ha avuto luogo un banchetto. Dopo la cena, appena S. E. Marconi ha lasciato il locale, la popolazione gli ha improvvisato una vibrante dimostrazione.

Il Podestà di Genova ha inviato a S. E. Marconi il seguente telegramma: “Genova che ha tutta la sua vita sul mare, segue vostri interessanti esperimenti navigazione cieca ormai coronati da successo ed esprime a mezzo mio a V. E. la sua grande commossa ammirazione per nuovo ritrovato, cui derivano alti benefici umanità. Gradisca V. E. vive congratulazioni ed ossequi.”

Didascalia: La scintilla del genio italiano (Disegno di Severi)

L’articolo proviene dall’archivio del quotidiano bolognese QN – Il Resto del Carlino, al cui Direttore Dott. Pierluigi Visci (ed alla Segretaria di Redazione Sig.ra Bruna Fabbri) vanno i nostri più sentiti ringraziamenti per la gentile concessione.

La nuova invenzione di Marconi ammirata in Inghilterra

Londra, 31 notte (luglio 1934, NdR)

La nuova invenzione di Marconi ammirata in Inghilterra
La nuova invenzione di Marconi ammirata in Inghilterra

Tutti i giornali pubblicano ampie corrispondenze dall’Italia e riportano particolari sulla nuova invenzione del sen. Marconi per la navigazione nella nebbia e sui relativi esperimenti.
Il News Cronicle in un breve articolo editoriale sull’argomento scrive “che tale invenzione aumenta ancora di più l’enorme debito di gratitudine che il mondo in generale e i navigatori in particolare hanno per il sen. Marconi. A parte il valore pratico della scoperta, conclude il giornale, è impossibile non ammirare la mente geniale che l’ha concepita e realizzata”.

L’articolo proviene dall’archivio del quotidiano bolognese QN – Il Resto del Carlino, al cui Direttore Dott.. Pierluigi Visci (ed alla Segretaria di Redazione Sig.ra Bruna Fabbri) vanno i nostri più sentiti ringraziamenti per la gentile concessione.

Le micro-onde applicate alla navigazione

I prossimi esperimenti dimostrativi di Marconi
Londra, 9 notte (giugno 1934, NdR)

Le micro-onde applicate alla navigazione
Le micro-onde applicate alla navigazione

S. E. Marconi, che si trova a Londra per un breve soggiorno, è stato avvicinato da alcuni giornalisti ai quali ha parlato delle micro-onde e degli ultimi risultati dei suoi esperimenti a bordo dell’Elettra.
Dopo avere dimostrato gli incomparabili vantaggi di queste onde, ultracorte di 50 o 60 ctm. di lunghezza in confronto delle onde di migliaia di metri in uso presso alcune grandi stazioni di radiodiffusione, Marconi ha detto di avere ultimamente sperimentato con successo le onde ultra-corte.
Per il mese prossimo Marconi ha indetto una dimostrazione nel golfo di Genova a scienziati, comandanti di navi, a rappresentanti di compagnie di navigazione del funzionamento delle micro-onde nel governo della nave in contingenze difficili. Gli esperimenti saranno fatti da bordo dell’Elettra. Le micro-onde permettono il passaggio più sicuro della nave attraverso i porti nelle condizioni più difficili che si possano immaginare. In considerazione del disastro avvenuto nel porto di New York, quando il transatlantico Olympic abbattè il faro di Natucket per il quale il Governo degli Stati Uniti domanda ora un risarcimento di danni di parecchi milioni, l’impiego delle micro-onde per le navi diventa provvidenziale. Inoltre le micro-onde faciliteranno il problema della trasmissione delle fotografie per radio e della televisione e altri impieghi; ma per il momento si può sicuramente affermare in modo assoluto che le micro-onde permettono il governo di una nave nelle predette condizioni in passaggi difficili con una precisione della quale molti comandanti non hanno una idea.
La prossima dimostrazione di Genova acquisterà grande significato e importanza.

L’articolo proviene dall’archivio del quotidiano bolognese QN – Il Resto del Carlino, al cui Direttore Dott.. Pierluigi Visci (ed alla Segretaria di Redazione Sig.ra Bruna Fabbri) vanno i nostri più sentiti ringraziamenti per la gentile concessione.

IL RADIOFARO MARCONI

UNA SUPERBA REALIZZAZIONE DELLA TECNICA ITALIANA

Il radiofaro Marconi
Il radiofaro Marconi

La targa commemorativa a Sestri Levante

In occasione delle Giornate Marconiane del 1° e 2 luglio 1978, il Grand Hotel dei Castelli fece apporre, sulla roccia ai piedi della Penisola, sulla via che conduce al porto (Largo Pilade Queirolo) una lapide ricordo in rame, con la seguente iscrizione:

Il 30 luglio 1934, in queste acque,
guidato da un radiofaro posto sulla “torre dell’isola”
Guglielmo Marconi col suo panfilo “Elettra”
coronò con successo i suoi esperimenti di navigazione cieca.
(Sestri Levante 1° luglio 1978)

Navigazione Cieca - targa commemorativa in Sestri Levante
Navigazione Cieca – targa commemorativa in Sestri Levante

Erano presenti il Sindaco in carica Signor Giacomo Ghio, il Dott. Avv. Piero Nicolini, Presidente dell’Azienda Autonoma di Soggiorno, il Dott. Ing. Pietro Poli – oratore ufficiale – e la N. D. Marchesa Maria Cristina Marconi, consorte del grande Inventore, con la figlia Principessa Elettra.

(La foto soprastante, risalente al giorno dell’inaugurazione, testimonia la già allora scarsa leggibilità dell’iscrizione, che non è certo migliorata nel corso degli anni, per l’azione dell’ambiente marino. L’immagine proviene dalla collezione personale del Socio Sig. Giuliano Corradi (SK) di Campegli, Nominativo I1CWL, che sentitamente ringraziamo.)

Navigazione Cieca - targa commemorativa in Sestri Levante
Navigazione Cieca – targa commemorativa in Sestri Levante

(Quest’ultima fotografia è stata scattata dal Socio Roberto Barresi, IW1RNC, nella mattinata di martedì 5 luglio 2011)